martedì 28 maggio 2013

Dialogo con la morte II

Quella giornata di pioggia e forte vento l'aveva riportata... intravidi i suoi occhi da dietro la finestra... le urla di mille anime risuonavano fra i rami scossi dal vento... con la voce di tante voci... chiamava il mio nome... come era mai possibile... perchè era tornata?
In preda al panico mi rifugiai nell'angolo più buio del cuore, senza parole... ma lei astuta signora... con il canto seducente dell'oblio... riuscì ad entrare...  e con cupa voce mi disse:
" Non posso più prenderti uomo.... ne tanto meno posso risparmiarti... "
Allora vattene replicai tremante... " Vattene" dissi più forte !
Lei mi guardò con gli occhi fiammeggianti di un boia e di nuovo aggiunse..." Devo portarti via il cuore, il tesoro più grande... perchè tu soffra... perchè tu cada nella disperazione affinchè sempre si dica che la morte è crudele ed illogica..." poi un tonfo sordo... che ancora mi risuona nelle orecchie ed un dolore lacerante al petto....
quella sera stessa bussarono alla mia porta due uomini in divisa.... dissero delle cose... le loro bocche si muovevano al ritmo della morte.... capii che mia figlia era morta...  l'aveva uccisa... me l'aveva strappata via dal petto per sempre.....